My Eyes Are Full

My Eyes Are Full

Galleria Simonbart Bologna

ottobre / dicembre 2025

My Eyes Are Full

Nella nuova serie di opere policrome pittoriche di Gianluca Patti, Ho gli occhi pieni, il viaggio non è mai solo uno spostamento fisico, ma un’esperienza sensoriale che coinvolge memoria, introspezione e percezione.

Ogni quadro è una tappa, ogni pennellata un passo, ogni colore un profumo che riaffiora dalla memoria.

La pittura di Patti nasce spesso dal silenzio, da un confronto intimo e solitario con la natura, da quella scelta consapevole di perdersi per ritrovarsi.

In questa nuova serie, l’artista approfondisce il tema a lui tanto caro del viaggio – reale e interiore – lasciando che i paesaggi vissuti o immaginati diventino spazi mentali in cui lo spettatore può perdersi come in un sogno.

Il colore diventa il protagonista assoluto: acceso, quasi sfrenato, si stratifica in campiture vibranti che evocano sensazioni, ricordi e istanti fugaci. Le forme si sovrappongono, si intrecciano, si dissolvono, creando un ritmo visivo che non descrive, ma suggerisce. Ogni segno è un gesto, un impulso, una necessità di esprimere qualcosa di profondo.

Nella libertà dei tratti – a volte pieni, altre volte interrotti o sospesi – si legge il desiderio di rinascita, di trasformazione continua. È un’esplorazione che non ha fine, come l’infanzia a cui spesso le sue opere sembrano tornare: quel tempo in cui tutto era possibile e lo sguardo capace di stupore, stupore che l’artista, ancora oggi, è in grado di provare.

Le opere di Gianluca Patti sono paesaggi dell’anima, in cui l’osservatore può entrare e sostare, ritrovando qualcosa di sé. Ogni viaggio che l’artista ci invita a compiere è anche il nostro: un ritorno al cuore delle emozioni, un andare verso nuovi orizzonti interiori.

In questo viaggio attraverso la pittura, l’artista ci invita a guardare non con la volontà di comprendere, ma con il desiderio di sentire la molteplicità in movimento: un insieme variegato e dinamico di emozioni, percezioni e ricordi che si intrecciano senza mai fissarsi in un’unica interpretazione.

Come scrive Deleuze, non occorre interpretare, ma connettere: ogni cosa apre a un’altra, e lo sguardo scivola senza un centro, senza un io che trattiene o costringe. Gli occhi, infatti, sono superfici d’intensità, e guardare significa attraversare, lasciarsi attraversare dalle sensazioni che si manifestano senza condizionamenti. In questo spazio senza definizioni, ogni quadro di

Gianluca Patti è un invito a vivere l’esperienza visiva come una continua scoperta di sé.